La passione artistica di Palazzoli fece di lui un gallerista e lo portò a realizzare, in via Andegari a Milano, la Galleria Blu. Fondata il 27 Aprile 1957 da subito si interessò e lottò per l’affermazione delle avanguardie del dopoguerra, organizzando mostre personali di artisti tra i quali: Burri (1958), Fontana (1964), Klein (1969), Kupka (1979), Manzoni (1970), Schumacher (1962), Vedova (1960).

Un luogo d’incontro e condivisione dedicato ai pochi collezionisti, critici e artisti che, come il fondatore, erano interessati alle opere della contemporaneità e alle avanguardie del ‘900. I “soci della Blu” si conoscevano tutti ed era questo che permetteva quel tipo di convivialità che trovava la sua migliore espressione in occasione delle inaugurazioni, di cui tanto si parla nelle cronache dell’epoca.

Un rilievo particolare fu dato con grande anticipo alle “avanguardie storiche”, per citare alcune tra le principali mostre: “Futurballa” (1959), Severini (1963), Depero (1965) e “Omaggio a Boccioni” (1966).
In quel periodo, dovendo ancora nascere l’aspetto mercantile, Palazzoli interpretava come compito della galleria rendere visibili quelle opere del passato e dell’attualità sconosciute al grosso pubblico. Il successo dell’attività veniva così affidato alla capacità delle opere esposte di far nascere un dibattito tra quelli che allora erano chiamati gli “addetti ai lavori”.

Per Larte Milano la Galleria Blu presenta la collezione dell’artista Davide Nido. Le sue opere, che incontrassero o meno i gusti dei singoli, erano inconfondibili per chiunque se le ritrovasse davanti. Non capitava di rado, fra fiere, collezioni private e mostre collettive, di incontrare in quelle coloratissime composizioni dove le forme ispirate alla natura si traducevano in complesse trame realizzate in contrastanti materiali sintetici, come dalla gomma al nylon, al bostik.